Il nuovo Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale, erogato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio del 9 Marzo 2016, che annulla la Direttiva 89/686/CEE,  è entrato ufficialmente in vigore il 21 Aprile 2018, sebbene presenti alcune eccezioni.

In riferimento all’articolo del Capo IV del Regolamento 2016/425, è stata apportata una nuova divisione delle categorie dei DPI, cui definizioni delle singole si basano in modo specifico sull’entità del rischio che il regolamento deve tutelare. Si differenziano tre categorie, basate sulla gravità del danno che si potrebbe verificare.

La categoria I “comprende esclusivamente i seguenti rischi minimi:

  • lesioni meccaniche superficiali;
  • contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua;
  • contatto con superfici calde che non superino i 50 °C;
  • lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all’osservazione del sole);
  • condizioni atmosferiche di natura non estrema”.

La categoria III comprende “esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili con riguardo a quanto segue:

  • sostanze e miscele pericolose per la salute;
  • atmosfere con carenza di ossigeno;
  • agenti biologici nocivi;
  • radiazioni ionizzanti;
  • ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C;
  • ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore;
  • cadute dall’alto;
  • scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
  • annegamento;
  • tagli da seghe a catena portatili;
  • getti ad alta pressione;
  • ferite da proiettile o da coltello;
  • rumore nocivo.”

La categoria II, infine, raggruppa i DPI non presenti nelle altre due categorie.

Procedure di valutazione della conformità da seguire variano per ognuna delle categorie:

  • categoria I: controllo interno della produzione (modulo A) di cui all’allegato IV;
  • categoria II: esame UE del tipo (modulo B) di cui all’allegato V seguito dalla conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione (modulo C) di cui all’allegato VI;
  • categoria III: esame UE del tipo (modulo B) di cui all’allegato V e una delle seguenti:

i) conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove del prodotto sotto controllo ufficiale effettuate ad intervalli casuali (modulo C2) di cui all’allegato VII;

ii) conformità al tipo basata sulla garanzia di qualità del processo di produzione (modulo D) di cui all’allegato VIII.

A titolo di deroga, per i DPI prodotti come unità singole per adattarsi ad un singolo utilizzatore e classificati secondo la categoria III, può essere seguita la procedura di cui alla lettera b)”.

Fonti: Repertorio Salute / Università di Roma “La Sapienza” / Punto Sicuro / Gazzetta ufficiale Comunità europee